Laboratorio accreditato ISO/IEC 17025laboratorioaccreditato.orgAnalisi da laboratori partner accreditati ISO/IEC 17025

Laboratori accreditati a Vicenza

Analisi da laboratori partner accreditati UNI CEI EN ISO/IEC 17025

A Vicenza la richiesta più specifica è la ricerca di PFAS nelle acque di pozzo e di rete dell’Ovest vicentino, insieme agli scarichi del distretto conciario di Arzignano, ai controlli per caseifici dell’Asiago e alla Legionella. Laboratori partner accreditati ISO/IEC 17025, con Rapporto di Prova.

Prima di scegliere, scopri cos’è un laboratorio accreditato e come verificarne il campo di accreditamento.

Vedi anche la copertura regionale: laboratori accreditati in Veneto.

La provincia di Vicenza è la più coinvolta nella contaminazione da sostanze perfluoroalchiliche (PFAS) scoperta nel 2013 nelle acque della Valle dell’Agno e dell’Ovest vicentino, con origine principale individuata nello stabilimento chimico di Trissino. La Regione Veneto ha delimitato un’area di impatto che comprende comuni delle province di Vicenza, Verona e Padova e ha avviato un programma di sorveglianza sanitaria.

Il servizio idrico è gestito da Viacqua e, nella valle del Chiampo, da Acque del Chiampo; nelle zone colpite gli acquedotti sono stati dotati di filtri a carboni attivi e collegati a fonti alternative. Molte abitazioni e aziende agricole usano però pozzi privati.

PFAS: chi dovrebbe analizzare l’acqua

Se usi un pozzo privato nell’area di impatto, per bere, cucinare, abbeverare animali o irrigare orti, l’analisi dei PFAS è la verifica più importante. Dal 12 gennaio 2026 il D.Lgs. 18/2023 applica all’acqua destinata al consumo umano il valore di 0,1 µg/L per la somma di PFAS e, dopo il D.Lgs. 102/2025, 0,02 µg/L per la somma di 4 PFAS (PFOA, PFOS, PFNA, PFHxS) dal 13 luglio 2026; nel Veneto erano già in uso limiti di performance più restrittivi per alcune molecole, come PFOA e PFOS. Un pannello esteso è utile per capire quali composti sono presenti e scegliere il trattamento.

Come si preleva un campione per i PFAS

I PFAS sono presenti in molti materiali di uso comune, per cui il prelievo richiede accortezze: contenitori in polipropilene forniti dal laboratorio, niente guanti o nastri in PTFE, mani pulite senza creme. Il campione va prelevato dopo aver fatto scorrere l’acqua, a valle di eventuali filtri se vuoi verificarne l’efficacia, e spedito refrigerato. Il Rapporto di Prova riporta ogni composto con il limite di quantificazione del metodo, dato essenziale per confrontare i risultati con i valori di legge.

Distretto conciario di Arzignano e scarichi

La valle del Chiampo ospita uno dei principali distretti conciari d’Europa. Le aziende scaricano in larga parte in impianti di depurazione consortili, con limiti e frequenze stabiliti dall’autorizzazione; i parametri di autocontrollo tipici comprendono COD, solidi sospesi, cromo, solfuri, cloruri e azoto. Il distretto orafo e le industrie meccaniche del capoluogo hanno esigenze analoghe per metalli e trattamenti superficiali.

Altopiano di Asiago, caseifici e ospitalità

I caseifici dell’Asiago DOP controllano latte e formaggi secondo il Reg. CE 2073/2005 e verificano l’aflatossina M1 nel latte; malghe e rifugi dell’Altopiano si servono spesso di sorgenti e cisterne da controllare per la potabilità. Hotel, RSA e strutture sanitarie della provincia gestiscono la Legionella secondo le Linee guida del 2015. Prove accreditate ove incluse nel campo di accreditamento del laboratorio partner esecutore.

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