Laboratorio accreditato ISO/IEC 17025laboratorioaccreditato.orgAnalisi da laboratori partner accreditati ISO/IEC 17025

Laboratori accreditati in Friuli-Venezia Giulia

Analisi da laboratori partner accreditati UNI CEI EN ISO/IEC 17025

In Friuli-Venezia Giulia puoi far analizzare acqua di pozzo e sorgente, PFAS, radon negli edifici e alimenti tramite laboratori partner accreditati ISO/IEC 17025, con copertura su Udine, Pordenone, Gorizia e Trieste. Il servizio è rivolto a privati, prosciuttifici e caseifici, cantine e strutture turistiche, con campionamento e Rapporto di Prova.

Prima di scegliere, scopri cos’è un laboratorio accreditato e come verificarne il campo di accreditamento.

Il Friuli-Venezia Giulia passa in pochi chilometri dalle Alpi Carniche e Giulie all’alta pianura ghiaiosa, alla linea delle risorgive, alla laguna di Marano e Grado e al Carso triestino. Ogni fascia ha la sua acqua: sorgenti di montagna, falde profonde e abbondanti in pianura, acquiferi carsici vulnerabili sul Carso. Il servizio idrico è affidato a gestori come CAFC in provincia di Udine e AcegasApsAmga a Trieste, ma nella pianura friulana i pozzi privati restano molto diffusi.

Il tessuto produttivo è altrettanto vario: il distretto del mobile e della meccanica nel Pordenonese, il Prosciutto di San Daniele DOP, il Montasio DOP, i vini del Collio e dei Colli Orientali, il turismo balneare di Lignano e Grado e quello montano di Tarvisio e della Carnia.

Pozzi della pianura friulana: nitrati, fitosanitari e PFAS

Nell’alta pianura le falde sono vulnerabili perché le ghiaie lasciano infiltrare rapidamente ciò che sta in superficie. I parametri da tenere d’occhio sono nitrati, residui di prodotti fitosanitari e, vicino a zone industriali, solventi clorurati. Il D.Lgs. 18/2023 ha introdotto anche valori di parametro per i PFAS nelle acque destinate al consumo umano, in vigore dal 2026: la loro ricerca, eseguita in LC-MS/MS, è richiesta soprattutto da aziende e da chi usa pozzi in prossimità di insediamenti produttivi.

Radon nelle zone montane e pedemontane

Il D.Lgs. 101/2020 fissa per abitazioni e luoghi di lavoro un livello di riferimento di 300 Bq/m³ come media annua e chiede alle Regioni di individuare le aree prioritarie. In Friuli-Venezia Giulia le campagne di misura hanno mostrato una forte variabilità sul territorio, con valori più alti in alcune zone montane e pedemontane. La misura si esegue con dosimetri passivi esposti per un anno, divisa in due semestri, nei locali abitati o di lavoro più bassi.

San Daniele, Montasio e cantine: Listeria e acqua di processo

Per prosciutti e formaggi pronti al consumo il Reg. CE 2073/2005 indica i criteri per Listeria monocytogenes; nei prosciuttifici e nei caseifici il controllo ambientale con tamponi su superfici, affettatrici e celle è la parte più efficace del piano. Nelle cantine di Collio, Colli Orientali e Grave l’acqua di processo deve essere potabile: se proviene da pozzo aziendale va analizzata come tale.

Lignano, Grado e Carso: turismo e strutture ricettive

Le località balneari di Lignano Sabbiadoro e Grado concentrano in estate hotel, residence e campeggi con impianti a uso stagionale, per cui le Linee guida nazionali del 2015 raccomandano flussaggio e campionamento per la Legionella prima dell’apertura. Sul Carso, dove l’acqua scorre in condotti carsici con poca filtrazione naturale, le sorgenti private richiedono controlli microbiologici frequenti. Le prove sono accreditate ove incluse nel campo di accreditamento del laboratorio partner esecutore.

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