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Laboratori accreditati a Barletta

Analisi da laboratori partner accreditati UNI CEI EN ISO/IEC 17025

A Barletta puoi far analizzare acqua di pozzo e di rete, olio, prodotti ittici e superfici di lavorazione tramite laboratori partner accreditati ISO/IEC 17025. Il servizio si rivolge a aziende agricole e frantoi dell’agro, pescherie e ristorazione del litorale e condomìni, con campionamento e Rapporto di Prova.

Prima di scegliere, scopri cos’è un laboratorio accreditato e come verificarne il campo di accreditamento.

Vedi anche la copertura regionale: laboratori accreditati in Puglia.

Barletta, capoluogo insieme ad Andria e Trani della provincia BAT, si affaccia sull’Adriatico alle porte della Murgia. La città è servita dalla rete di Acquedotto Pugliese, mentre l’agro — vigneti, uliveti e ortaggi che si estendono verso l’Ofanto e la Murgia — si approvvigiona in buona parte da pozzi privati che pescano nella falda carsica.

Quella falda, vicino alla costa, è esposta a un rischio ben documentato in tutta la Puglia: l’intrusione di acqua marina quando i prelievi superano la ricarica. Per questo, a Barletta, l’analisi di un pozzo non si limita alla microbiologia ma guarda anche a salinità e cloruri.

Pozzi dell’agro e intrusione salina: cloruri e conducibilità

Un aumento graduale di conducibilità elettrica e cloruri è il segnale tipico di un pozzo che risente dell’acqua di mare. Il D.Lgs. 18/2023 tratta questi due parametri come indicatori, con valori di riferimento che, se superati, richiedono una valutazione. Se usi il pozzo anche per l’irrigazione, una salinità elevata incide sul suolo e sulle colture. Conviene ripetere l’analisi a fine estate, quando i prelievi sono massimi, e confrontare i risultati negli anni.

Frantoi e cantine: acqua di processo e controlli HACCP

La filiera olivicola e vitivinicola del nord barese impiega acqua per lavaggio delle olive, pulizia degli impianti e imbottigliamento: per il Reg. CE 852/2004 deve essere potabile. Nel piano di autocontrollo rientrano l’analisi dell’acqua a uso alimentare, i tamponi sulle superfici dopo la sanificazione e, per chi confeziona prodotti sott’olio o conserve, le verifiche microbiologiche sul prodotto finito.

Porto, pescherie e ristorazione: istamina e catena del freddo

Pesce azzurro e tonnidi, se la catena del freddo non è rispettata, possono accumulare istamina. Il Reg. CE 2073/2005 fissa criteri specifici per le specie ricche di istidina, con un piano di campionamento su più unità; per pescherie, grossisti e ristoranti l’analisi periodica dell’istamina e i tamponi sui banchi di lavorazione sono i controlli più utili. Per molluschi e crudi si aggiungono E. coli e, dove pertinente, norovirus.

Legionella in condomìni e strutture del lungomare

Hotel, B&B e condomìni con boiler centralizzati o autoclavi devono gestire il rischio Legionella secondo le Linee guida nazionali del 2015. Il campionamento si concentra sui punti più lontani dalla produzione di acqua calda e su quelli poco utilizzati. Le prove sono accreditate ove incluse nel campo di accreditamento del laboratorio partner esecutore e il Rapporto di Prova riporta concentrazione in UFC/L e temperature rilevate.

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