Fluoruri nell’acqua: limiti e analisi
Cosa sono i fluoruri e da dove arrivano
I fluoruri sono la forma in cui il fluoro si trova disciolto nell'acqua. Hanno quasi sempre origine naturale: l'acqua li acquisisce scorrendo e sostando a contatto con rocce e minerali che contengono fluoro, come la fluorite e alcuni minerali delle rocce vulcaniche. Più l'acqua resta a lungo nel sottosuolo e più le rocce ne sono ricche, più alta può essere la concentrazione.
In Italia i contenuti più elevati si trovano tipicamente nelle aree di origine vulcanica dell'Italia centrale e meridionale, in particolare in alcune zone del Lazio e della Campania, e nelle acque profonde di alcuni pozzi. Nella gran parte delle reti acquedottistiche i valori sono invece ben inferiori al limite.
Fonti antropiche esistono, come alcuni scarichi industriali o fertilizzanti fosfatici, ma per l'acqua potabile sono meno rilevanti della geologia. In Italia l'acqua di rete non viene fluorata artificialmente: quello che si trova nell'acqua è il fluoro naturalmente presente.
I valori di riferimento: rubinetto e acqua minerale
Per le acque destinate al consumo umano il D.Lgs. 18/2023, nell'Allegato I, Parte B, fissa per il fluoruro un valore di parametro di 1,5 mg/L. Il valore coincide con quello della direttiva europea e con il valore guida dell'Organizzazione mondiale della sanità. Il correttivo D.Lgs. 102/2025, che ha sostituito l'Allegato III sui metodi, indica per il fluoruro un'incertezza di misura massima pari al 20% del valore di parametro.
Per le acque minerali naturali vale una disciplina diversa. La direttiva 2003/40/CE consente fino a 5 mg/L, ma impone in etichetta, sopra 1,5 mg/L, l'avvertenza che l'acqua contiene più di 1,5 mg/L di fluoro e non è opportuno il consumo regolare da parte dei lattanti e dei bambini di età inferiore a 7 anni.
| Tipo di acqua | Riferimento | Valore per i fluoruri |
|---|---|---|
| Acqua del rubinetto, pozzi a uso potabile | D.Lgs. 18/2023, Allegato I, Parte B | 1,5 mg/L |
| Acqua minerale naturale | Direttiva 2003/40/CE | Fino a 5 mg/L, con avvertenza in etichetta sopra 1,5 mg/L |
| Valore guida OMS | Linee guida OMS sulla qualità dell'acqua | 1,5 mg/L |
Le differenze tra acqua di rete e minerale sono approfondite nella guida su acqua del rubinetto e acqua minerale.
Perché il fluoro è utile in piccole dosi e dannoso in eccesso
Il fluoro è un esempio classico di sostanza con un intervallo utile stretto. In quantità moderate contribuisce alla protezione dello smalto dei denti dalla carie, ed è per questo presente nei dentifrici. In quantità eccessive, assunte per lungo tempo durante la formazione dei denti, provoca la fluorosi dentale: macchie biancastre o, nei casi più marcati, brunastre e alterazioni dello smalto dei denti permanenti.
La fascia più esposta è quella dei bambini piccoli, perché i denti permanenti si formano nei primi anni di vita e perché, in rapporto al peso, bevono più acqua degli adulti. Per lo stesso motivo conta la somma delle fonti: acqua, eventuali integratori di fluoro, dentifricio ingerito, alcuni tè.
A esposizioni molto più alte e prolungate, come quelle documentate in alcune aree del mondo con acque naturalmente ricchissime di fluoro, si osservano effetti sulle ossa (fluorosi scheletrica). Il valore di 1,5 mg/L è fissato con un margine pensato per prevenire questi effetti nell'arco della vita.
Chi dovrebbe far analizzare i fluoruri
Per chi è allacciato all'acquedotto, il gestore controlla i fluoruri insieme agli altri parametri chimici e i dati sono di norma disponibili sul suo sito o su richiesta. L'analisi diventa davvero utile in alcune situazioni specifiche:
- Pozzi privati usati per bere, soprattutto in aree vulcaniche o con acque profonde: nessuno li controlla al posto del proprietario.
- Famiglie con neonati e bambini piccoli che preparano latte in polvere e pappe con acqua di pozzo o di sorgente propria.
- Strutture ricettive, agriturismi e piccole reti private che forniscono acqua a terzi da una fonte propria.
- Chi vive in zone dove il gestore ha segnalato in passato valori vicini al limite.
- Chi installa un sistema di trattamento domestico e vuole verificarne l'effetto.
Per la preparazione degli alimenti per lattanti le indicazioni sull'acqua da usare sono raccolte nella guida su acqua per neonati e lattanti. Il profilo di analisi completo per l'acqua di pozzo è descritto nella pagina dell'analisi acqua di pozzo completa: conviene verificare che i fluoruri siano compresi o chiederne l'aggiunta in fase d'ordine.
Come si analizzano in laboratorio
I fluoruri si determinano con un'analisi chimica su un campione d'acqua prelevato in un contenitore pulito, di norma in plastica, senza necessità di conservanti particolari. Il metodo più diffuso è la cromatografia ionica secondo UNI EN ISO 10304-1, che misura in un'unica corsa fluoruri, cloruri, nitrati e solfati. In alternativa si usa l'elettrodo ionoselettivo, uno strumento specifico per il fluoruro.
La cromatografia ionica e la sua applicazione agli anioni nelle acque sono spiegate nella scheda sulla cromatografia ionica degli anioni. Il risultato è espresso in mg/L e va letto insieme all'incertezza di misura: un valore di 1,4 mg/L non ha lo stesso significato di 0,2 mg/L, anche se entrambi sono sotto il limite.
Le analisi ordinate tramite la piattaforma sono eseguite da laboratori partner accreditati UNI CEI EN ISO/IEC 17025: le prove sono accreditate ove incluse nel campo di accreditamento del laboratorio partner esecutore, e l'esito è riportato nel Rapporto di Prova. Per un controllo ad ampio spettro allineato ai parametri del decreto è disponibile l'analisi dell'acqua potabile secondo il D.Lgs. 18/2023, anche in questo caso verificando in fase d'ordine l'inclusione dei fluoruri.
Come leggere il risultato: una griglia pratica
Il valore di parametro è unico, ma la lettura pratica del risultato cambia con la distanza dal limite e con chi beve l'acqua. La griglia che segue è un aiuto alla lettura, non un insieme di soglie di legge.
| Fluoruri misurati | Lettura pratica |
|---|---|
| Sotto 0,5 mg/L | Valore basso, tipico di molte acque di rete italiane |
| 0,5 - 1,0 mg/L | Valore intermedio, nessun problema per l'uso potabile |
| 1,0 - 1,5 mg/L | Conforme, ma vicino al limite: utile ripetere il controllo e considerare l'esposizione dei bambini piccoli |
| Oltre 1,5 mg/L | Non conforme al valore di parametro per il consumo umano |
Esempio: una famiglia con un pozzo in zona vulcanica trova 1,3 mg/L. L'acqua è conforme, ma con un bambino di due anni conviene sapere che il dentista o il pediatra, prima di prescrivere integratori di fluoro, deve conoscere questo dato. Un secondo controllo in una stagione diversa aiuta a capire se il valore è stabile.
Il ruolo dei fluoruri tra gli altri parametri chimici del referto è spiegato nella guida su come leggere i parametri dell'acqua potabile; la scheda del glossario sui fluoruri ne riassume le caratteristiche.
Se il valore supera 1,5 mg/L
Con l'acqua dell'acquedotto, un superamento è gestito dal gestore e dall'autorità sanitaria, che informano gli utenti e indicano eventuali limitazioni d'uso. Con un pozzo privato la responsabilità è del proprietario, e le strade sono due: cambiare fonte per l'acqua da bere o trattarla.
I fluoruri non si eliminano con la bollitura, che anzi li concentra leggermente per evaporazione, né con i comuni filtri a carbone attivo. Tra i trattamenti domestici, l'osmosi inversa è quello che li riduce in modo significativo; esistono anche mezzi filtranti specifici, come l'allumina attivata, usati in impianti dedicati. Funzionamento, manutenzione e limiti dell'osmosi sono descritti nella guida sull'osmosi inversa per l'acqua domestica.
Dopo l'installazione di qualsiasi trattamento conviene ripetere l'analisi sull'acqua in uscita: è l'unico modo per sapere se l'impianto riporta davvero il valore sotto il limite e se la manutenzione è adeguata.
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Domande frequenti
- Qual è il limite dei fluoruri nell'acqua potabile?
- Il D.Lgs. 18/2023 fissa per il fluoruro nelle acque destinate al consumo umano un valore di parametro di 1,5 mg/L, lo stesso della direttiva europea e del valore guida dell'OMS. Per le acque minerali naturali vale un'altra disciplina: fino a 5 mg/L, con un'avvertenza obbligatoria in etichetta quando il contenuto supera 1,5 mg/L.
- Bollire l'acqua elimina i fluoruri?
- No. I fluoruri sono sali disciolti e non evaporano con l'acqua: la bollitura, anzi, li concentra leggermente perché riduce il volume. Anche le caraffe e i filtri a carbone attivo comuni hanno un effetto limitato. Per ridurli in modo significativo servono trattamenti specifici, come l'osmosi inversa o mezzi filtranti dedicati, da verificare con un'analisi sull'acqua trattata.
- Un'acqua con 1,2 mg/L di fluoruri va bene per i bambini?
- È conforme al valore di parametro di 1,5 mg/L e può essere bevuta. Per i bambini piccoli conviene però considerare la somma delle fonti di fluoro, perché un'esposizione elevata e prolungata durante la formazione dei denti può causare fluorosi dentale. È utile comunicare il dato al pediatra o al dentista, soprattutto prima di eventuali integratori di fluoro.
- I fluoruri sono compresi nelle analisi dell'acqua di base?
- Non sempre: i pacchetti di base si concentrano spesso su microbiologia e pochi parametri chimici come i nitrati. I fluoruri si determinano facilmente insieme ad altri anioni in cromatografia ionica, quindi è semplice aggiungerli. Se l'acqua viene da un pozzo in zona vulcanica o serve a preparare alimenti per lattanti, conviene chiederli espressamente in fase d'ordine.
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Revisione tecnica: Giulio Morelli (RSPP — Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione)
Ultimo aggiornamento: 2026-10-16 · Contenuto a cura della redazione di laboratorioaccreditato.org