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Fenoli

Che cos’è

I fenoli sono composti aromatici con uno o più gruppi ossidrilici legati all’anello benzenico. Negli scarichi si determinano di solito come “fenoli totali” con un metodo colorimetrico. Sono tossici per gli organismi acquatici e, anche in tracce, conferiscono all’acqua odori e sapori sgradevoli, accentuati dalla clorazione.

Dove si trova

Negli scarichi di raffinerie, cokerie, industrie chimiche, delle resine, della carta e del legno; nelle acque di vegetazione dei frantoi oleari, ricche di polifenoli naturali; nei percolati di discarica e in alcune acque di dilavamento.

Perché si analizza

Il D.Lgs. 152/2006 fissa limiti di emissione per i fenoli negli scarichi, e la loro presenza può inibire i processi biologici dei depuratori. Il controllo è richiesto dalle autorizzazioni per le attività che li possono generare.

Matrici

Acque reflue, Acque di scarico industriali, Acque di vegetazione, Percolati

Riferimenti normativi

D.Lgs. 152/2006 (All. 5 Parte III, Tab. 3), APAT IRSA-CNR 5070

Limiti di emissione D.Lgs. 152/2006, Allegato 5 alla Parte Terza, Tab. 3: fenoli 0,5 mg/L per lo scarico in acque superficiali e 1 mg/L per lo scarico in fognatura. L’autorizzazione o il regolamento del gestore possono fissare valori diversi.

Fenoli totali: cosa misura il parametro

Il parametro “fenoli” della Tab. 3 si determina con un metodo che rileva insieme molti composti fenolici, reattivi verso un reagente colorimetrico specifico. Il risultato è quindi un indice complessivo, utile per il controllo degli scarichi, ma non identifica i singoli composti. Quando serve sapere quali fenoli sono presenti, ad esempio clorofenoli o pentaclorofenolo nelle bonifiche, si ricorre a metodi cromatografici dedicati.

Come si misura e come si campiona

I fenoli totali si determinano per spettrofotometria dopo distillazione e reazione con 4-amminoantipirina (APAT IRSA-CNR 5070). I fenoli si degradano rapidamente: il campione va raccolto in vetro, conservato al freddo e stabilizzato secondo le indicazioni del laboratorio, che dipendono dal metodo. Per gli scarichi il prelievo è di norma eseguito da tecnico nel pozzetto di controllo. Il Rapporto di Prova del laboratorio partner riporta il valore in mg/L, con prove accreditate ove incluse nel campo di accreditamento del laboratorio partner esecutore.

Come interpretare il risultato

Il valore va confrontato con il limite dell’autorizzazione allo scarico. Valori elevati in uscita da un impianto biologico possono anche spiegare un calo di efficienza della depurazione, perché i fenoli inibiscono i microrganismi. Nelle acque di vegetazione dei frantoi i fenoli sono di origine naturale, ma restano un parametro critico per lo smaltimento e l’utilizzazione agronomica, regolati da norme specifiche.

Cosa fare se i fenoli superano il limite

Individua la fase del processo che li genera e valuta pretrattamenti come l’adsorbimento su carbone attivo, l’ossidazione chimica o avanzata, o trattamenti biologici con biomassa acclimatata. Separare i flussi più concentrati dagli altri reflui è spesso la misura più efficace. Dopo gli interventi ripeti il controllo e conserva la documentazione.

In quali analisi sono compresi

I fenoli possono essere inclusi nel set di parametri dell’analisi delle acque reflue di scarico e dell’analisi degli scarichi industriali, definito in base al ciclo produttivo e alle prescrizioni dell’autorizzazione.

Analisi che includono Fenoli

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Domande frequenti

Quale limite di fenoli vale per uno scarico in fognatura?
Come riferimento la Tab. 3 del D.Lgs. 152/2006 indica 1 mg/L in fognatura e 0,5 mg/L in acque superficiali; prevalgono i valori fissati nell’autorizzazione o nel regolamento del gestore.
Perché i fenoli danno problemi anche in tracce?
Perché a contatto con il cloro formano clorofenoli con odore e sapore molto intensi, percepibili anche a concentrazioni bassissime, oltre a essere tossici per la vita acquatica.

Ultimo aggiornamento: 2026-10-14