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UNI EN ISO 7899-2: enterococchi intestinali nell’acqua

La UNI EN ISO 7899-2 definisce il metodo per la conta degli enterococchi intestinali nelle acque mediante filtrazione su membrana. Sono un indicatore di contaminazione fecale tra i parametri microbiologici dell’acqua potabile.

Cosa definisce la norma

La UNI EN ISO 7899-2 specifica un metodo per la rilevazione e la conta degli enterococchi intestinali nelle acque mediante filtrazione su membrana. Gli enterococchi intestinali sono microrganismi indicatori di contaminazione fecale particolarmente resistenti nell’ambiente, complementari a E. coli: la loro ricerca rafforza la valutazione della qualità microbiologica dell’acqua. Il risultato è generalmente espresso come UFC per 100 mL di campione.

Come si svolge la prova

Un volume noto di campione viene filtrato su membrana, che è poi posta su un terreno selettivo e incubata. Le colonie tipiche vengono contate e, se previsto dal metodo, confermate tramite reazioni di conferma specifiche per il genere. La fase di campionamento microbiologico è determinante: tempi, modalità di prelievo e conservazione del campione devono rispettare procedure definite per non alterare il dato.

Perché conta per l’analisi accreditata

Gli enterococchi intestinali rientrano nel profilo microbiologico di base delle nostre analisi dell’acqua potabile. La prova è eseguita da laboratori partner accreditati UNI CEI EN ISO/IEC 17025 ed è accreditata ove inclusa nel campo di accreditamento del laboratorio partner esecutore. ACCREDIA accredita la competenza del laboratorio per il metodo ISO 7899-2: l’esito della singola analisi è documentato nel Rapporto di Prova, non “certificato” da ACCREDIA.

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Fonti

Domande frequenti

Che differenza c’è tra enterococchi ed E. coli?
Entrambi indicano contaminazione fecale, ma gli enterococchi intestinali sono più resistenti nell’ambiente e nei trattamenti. Ricercarli insieme a E. coli rende più robusta la valutazione della qualità microbiologica dell’acqua.

Ultimo aggiornamento: 2026-06-23