Comunicare le analisi accreditate: marchio e claim corretti
Il marchio ACCREDIA e i riferimenti all’accreditamento si possono usare solo nei modi previsti dal regolamento dell’ente: li appone il soggetto accreditato, sui documenti relativi ad attività accreditate. Se devi comunicare analisi in un sito, in un’etichetta o in un’offerta commerciale, qui trovi cosa puoi scrivere, cosa no e quali rischi corri con un claim scorretto.
Chi può usare il marchio
Il marchio di accreditamento è di proprietà di ACCREDIA, che ne concede l’uso ai soli soggetti accreditati e solo in relazione alle attività coperte dall’accreditamento. Le condizioni sono stabilite dal regolamento ACCREDIA sull’uso del marchio e dei riferimenti all’accreditamento (serie RG-09), da consultare nella revisione vigente sul sito dell’ente. Un laboratorio accreditato lo appone sui Rapporti di Prova che contengono prove accreditate; un’azienda cliente, un distributore o una piattaforma di intermediazione non possono usarlo come se fosse proprio.
Rapporti con prove accreditate e non accreditate
Un Rapporto di Prova può contenere sia prove accreditate sia prove non accreditate. In questo caso il laboratorio deve renderle distinguibili, tipicamente con un simbolo e una nota esplicativa, in modo che chi legge non attribuisca l’accreditamento a tutto il documento. Se il rapporto contiene solo prove non accreditate, il marchio non deve comparire. Controlla sempre questa distinzione prima di citare il rapporto in un documento rivolto a terzi.
Claim da evitare
Sono scorretti: “analisi certificata ACCREDIA”, “certificato ACCREDIA”, “risultato garantito ACCREDIA”, “laboratorio 100% accreditato”, “tutte le analisi accreditate” senza indicare prove e matrici. Lo è anche usare il logo ACCREDIA su volantini, etichette di prodotto o siti di soggetti non accreditati, o lasciar intendere che un prodotto sia “approvato” da ACCREDIA perché è stato analizzato. L’ente accredita competenze, non approva prodotti né garantisce esiti.
Claim corretti e verificabili
Puoi scrivere: “analisi eseguite da laboratorio accreditato UNI CEI EN ISO/IEC 17025”, “prove accreditate ove incluse nel campo di accreditamento del laboratorio partner esecutore”, “Rapporto di Prova emesso secondo la UNI CEI EN ISO/IEC 17025”, indicando se possibile il numero di accreditamento del laboratorio, verificabile nella banca dati ACCREDIA. Su un’etichetta o in una scheda tecnica è più corretto citare il dato (per esempio “lotto analizzato per Salmonella, Rapporto di Prova n. …”) che usare formule generiche.
Le regole per intermediari e rivenditori di analisi
Una piattaforma che vende analisi eseguite da laboratori partner non è un laboratorio e non è accreditata: deve dirlo chiaramente, non usare il marchio ACCREDIA sui propri materiali e rimandare al Rapporto di Prova del laboratorio esecutore per l’elenco delle prove accreditate. È l’impostazione che seguiamo in tutto il sito: ogni scheda specifica il laboratorio partner come esecutore e il rapporto come unico documento che attesta l’esito.
Checklist prima di pubblicare un claim
Prima di inserire un riferimento all’accreditamento in un sito, in un catalogo o in un’offerta, verifica: chi è il laboratorio che esegue la prova e se è accreditato per quella prova e matrice; se il riferimento riguarda una prova specifica o è generico; se il testo può far pensare che ACCREDIA approvi il prodotto o garantisca il risultato; se compare il logo ACCREDIA in un documento che non è un Rapporto di Prova del laboratorio; se il Rapporto di Prova citato distingue prove accreditate e non accreditate. Se anche una sola risposta è dubbia, riformula il testo con la descrizione puntuale della prova e del laboratorio.
Cosa rischi con una comunicazione scorretta
ACCREDIA vigila sull’uso del marchio e può adottare provvedimenti verso i soggetti accreditati che lo usano impropriamente, fino alla sospensione dell’accreditamento. Per le imprese, un claim ingannevole può rilevare come pubblicità ingannevole tra professionisti (D.Lgs. 145/2007) o come pratica commerciale scorretta verso i consumatori (Codice del Consumo, D.Lgs. 206/2005), con possibili interventi dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Nei settori alimentare e sanitario, un’affermazione ingannevole sulla sicurezza di un prodotto può avere ulteriori conseguenze.
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Approfondimenti normativi
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Fonti
Domande frequenti
- Posso scrivere “analisi certificata ACCREDIA” nella pubblicità?
- No. ACCREDIA accredita laboratori, non certifica risultati. Scrivi invece che le analisi sono eseguite da laboratorio accreditato ISO/IEC 17025, con prove accreditate ove incluse nel suo campo di accreditamento, e rimanda al Rapporto di Prova.
- Un’azienda che ha fatto analizzare un prodotto può mettere il logo ACCREDIA in etichetta?
- No. Il marchio può essere usato solo dal soggetto accreditato e in relazione alle attività accreditate. L’azienda può citare il Rapporto di Prova del laboratorio, senza riprodurre il logo.
- Dove trovo il regolamento sull’uso del marchio?
- Nella sezione documenti del sito ACCREDIA, tra i regolamenti generali (serie RG-09). Verifica sempre la revisione in vigore, perché il testo viene aggiornato periodicamente.
Ultimo aggiornamento: 2026-10-14