Laboratorio accreditato ISO/IEC 17025laboratorioaccreditato.orgAnalisi da laboratori partner accreditati ISO/IEC 17025

Comunicare le analisi accreditate: marchio e claim corretti

Il marchio ACCREDIA e i riferimenti all’accreditamento si possono usare solo nei modi previsti dal regolamento dell’ente: li appone il soggetto accreditato, sui documenti relativi ad attività accreditate. Se devi comunicare analisi in un sito, in un’etichetta o in un’offerta commerciale, qui trovi cosa puoi scrivere, cosa no e quali rischi corri con un claim scorretto.

Chi può usare il marchio

Il marchio di accreditamento è di proprietà di ACCREDIA, che ne concede l’uso ai soli soggetti accreditati e solo in relazione alle attività coperte dall’accreditamento. Le condizioni sono stabilite dal regolamento ACCREDIA sull’uso del marchio e dei riferimenti all’accreditamento (serie RG-09), da consultare nella revisione vigente sul sito dell’ente. Un laboratorio accreditato lo appone sui Rapporti di Prova che contengono prove accreditate; un’azienda cliente, un distributore o una piattaforma di intermediazione non possono usarlo come se fosse proprio.

Rapporti con prove accreditate e non accreditate

Un Rapporto di Prova può contenere sia prove accreditate sia prove non accreditate. In questo caso il laboratorio deve renderle distinguibili, tipicamente con un simbolo e una nota esplicativa, in modo che chi legge non attribuisca l’accreditamento a tutto il documento. Se il rapporto contiene solo prove non accreditate, il marchio non deve comparire. Controlla sempre questa distinzione prima di citare il rapporto in un documento rivolto a terzi.

Claim da evitare

Sono scorretti: “analisi certificata ACCREDIA”, “certificato ACCREDIA”, “risultato garantito ACCREDIA”, “laboratorio 100% accreditato”, “tutte le analisi accreditate” senza indicare prove e matrici. Lo è anche usare il logo ACCREDIA su volantini, etichette di prodotto o siti di soggetti non accreditati, o lasciar intendere che un prodotto sia “approvato” da ACCREDIA perché è stato analizzato. L’ente accredita competenze, non approva prodotti né garantisce esiti.

Claim corretti e verificabili

Puoi scrivere: “analisi eseguite da laboratorio accreditato UNI CEI EN ISO/IEC 17025”, “prove accreditate ove incluse nel campo di accreditamento del laboratorio partner esecutore”, “Rapporto di Prova emesso secondo la UNI CEI EN ISO/IEC 17025”, indicando se possibile il numero di accreditamento del laboratorio, verificabile nella banca dati ACCREDIA. Su un’etichetta o in una scheda tecnica è più corretto citare il dato (per esempio “lotto analizzato per Salmonella, Rapporto di Prova n. …”) che usare formule generiche.

Le regole per intermediari e rivenditori di analisi

Una piattaforma che vende analisi eseguite da laboratori partner non è un laboratorio e non è accreditata: deve dirlo chiaramente, non usare il marchio ACCREDIA sui propri materiali e rimandare al Rapporto di Prova del laboratorio esecutore per l’elenco delle prove accreditate. È l’impostazione che seguiamo in tutto il sito: ogni scheda specifica il laboratorio partner come esecutore e il rapporto come unico documento che attesta l’esito.

Checklist prima di pubblicare un claim

Prima di inserire un riferimento all’accreditamento in un sito, in un catalogo o in un’offerta, verifica: chi è il laboratorio che esegue la prova e se è accreditato per quella prova e matrice; se il riferimento riguarda una prova specifica o è generico; se il testo può far pensare che ACCREDIA approvi il prodotto o garantisca il risultato; se compare il logo ACCREDIA in un documento che non è un Rapporto di Prova del laboratorio; se il Rapporto di Prova citato distingue prove accreditate e non accreditate. Se anche una sola risposta è dubbia, riformula il testo con la descrizione puntuale della prova e del laboratorio.

Cosa rischi con una comunicazione scorretta

ACCREDIA vigila sull’uso del marchio e può adottare provvedimenti verso i soggetti accreditati che lo usano impropriamente, fino alla sospensione dell’accreditamento. Per le imprese, un claim ingannevole può rilevare come pubblicità ingannevole tra professionisti (D.Lgs. 145/2007) o come pratica commerciale scorretta verso i consumatori (Codice del Consumo, D.Lgs. 206/2005), con possibili interventi dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Nei settori alimentare e sanitario, un’affermazione ingannevole sulla sicurezza di un prodotto può avere ulteriori conseguenze.

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Fonti

Domande frequenti

Posso scrivere “analisi certificata ACCREDIA” nella pubblicità?
No. ACCREDIA accredita laboratori, non certifica risultati. Scrivi invece che le analisi sono eseguite da laboratorio accreditato ISO/IEC 17025, con prove accreditate ove incluse nel suo campo di accreditamento, e rimanda al Rapporto di Prova.
Un’azienda che ha fatto analizzare un prodotto può mettere il logo ACCREDIA in etichetta?
No. Il marchio può essere usato solo dal soggetto accreditato e in relazione alle attività accreditate. L’azienda può citare il Rapporto di Prova del laboratorio, senza riprodurre il logo.
Dove trovo il regolamento sull’uso del marchio?
Nella sezione documenti del sito ACCREDIA, tra i regolamenti generali (serie RG-09). Verifica sempre la revisione in vigore, perché il testo viene aggiornato periodicamente.

Ultimo aggiornamento: 2026-10-14