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Torbidità

Che cos’è

La torbidità esprime la perdita di trasparenza dell’acqua causata da particelle in sospensione come argilla, limo, ossidi di ferro, sostanza organica o microrganismi. Si misura in unità nefelometriche (NTU), valutando quanta luce viene diffusa dalle particelle.

Dove si trova

Nelle acque superficiali dopo piogge intense; nei pozzi poco profondi o mal protetti, dove l’acqua piovana trascina terra in falda; nelle reti dopo lavori, rotture o variazioni di pressione che sollevano i depositi; nelle piscine con filtrazione insufficiente.

Perché si analizza

Le particelle in sospensione possono proteggere i microrganismi dall’azione del disinfettante e veicolare contaminanti. Un aumento improvviso della torbidità è spesso il primo segnale di un’infiltrazione nel pozzo o di un problema nella rete.

Matrici

Acque potabili, Acque di pozzo, Acque di piscina, Acque reflue

Riferimenti normativi

D.Lgs. 18/2023 (All. I, parametri indicatori), UNI EN ISO 7027-1

Acqua destinata al consumo umano: la torbidità è un parametro indicatore per il quale il D.Lgs. 18/2023 richiede un valore “accettabile per i consumatori e senza variazioni anomale”, senza un limite numerico unico al rubinetto. Per le acque superficiali trattate sono previste verifiche specifiche sull’efficacia del trattamento.

Perché la torbidità conta anche se non è tossica

La torbidità non è di per sé un rischio, ma riduce l’efficacia della disinfezione: le particelle schermano i microrganismi dal cloro e dai raggi UV e consumano disinfettante. Per questo negli impianti di potabilizzazione è un parametro di controllo del processo e, nei pozzi privati, un campanello d’allarme: se l’acqua diventa torbida dopo un temporale, è probabile che acqua superficiale raggiunga la falda o entri dal boccapozzo.

Come si misura

La torbidità si misura con un torbidimetro nefelometrico secondo la UNI EN ISO 7027-1, che rileva la luce diffusa a 90° dalle particelle ed esprime il risultato in NTU o FNU. Il campione va agitato delicatamente prima della misura e analizzato in tempi brevi, perché le particelle possono sedimentare o aggregarsi. Il valore è riportato nel Rapporto di Prova del laboratorio partner, con prove accreditate ove incluse nel campo di accreditamento del laboratorio partner esecutore.

Come interpretare il risultato

Un’acqua limpida a occhio nudo ha in genere torbidità molto bassa; quando la torbidità diventa visibile, il valore è già nettamente più alto. Più del numero assoluto conta la variazione rispetto ai valori abituali della stessa fonte. Se la torbidità è accompagnata da colore rossastro, controlla ferro e manganese; se compare dopo piogge, abbina sempre la ricerca di E. coli ed enterococchi.

Cosa fare se l’acqua è torbida

Per un pozzo: verifica tenuta del boccapozzo, cementazione e distanza da fonti di contaminazione, ed esegui un controllo microbiologico prima di usare l’acqua per bere. In casa, dopo lavori sulla rete, fai scorrere l’acqua fino a che torna limpida. Come trattamento si usano prefiltri a sedimenti e sistemi di filtrazione dimensionati; se l’acqua viene disinfettata con UV, la filtrazione a monte è indispensabile perché le particelle riducono l’efficacia della lampada. In piscina va rivista la filtrazione e la flocculazione.

In quali analisi è compresa

La torbidità è uno dei parametri indicatori del profilo allineato al D.Lgs. 18/2023 ed è un parametro di gestione nei controlli delle piscine. Per i pozzi è utile abbinarla ai parametri microbiologici dei profili estesi.

Analisi che includono Torbidità

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Domande frequenti

L’acqua torbida si può bere?
Non è possibile dirlo a vista: la torbidità può essere innocua (ad esempio aria o calcare) oppure indicare un’infiltrazione con batteri. Se è inusuale, evita di berla finché un’analisi microbiologica non conferma l’idoneità.
Acqua bianca che si schiarisce dal basso: è torbidità?
Di solito no: sono microbolle d’aria che si liberano in pochi secondi, dal fondo verso l’alto. La torbidità vera dovuta a particelle non scompare così rapidamente.

Ultimo aggiornamento: 2026-10-14