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Carica batterica totale

Che cos’è

La carica batterica totale (CBT), o conta dei microrganismi mesofili aerobi a 30 °C, misura quanti microrganismi in grado di crescere in presenza di ossigeno sono presenti in un campione. Non identifica patogeni: è un indicatore generale di igiene, freschezza e corretta conservazione.

Dove si trova

In tutti gli alimenti non sterili, sulle superfici e attrezzature di lavorazione, sulle mani degli operatori e nelle acque. Valori elevati si osservano in alimenti conservati a temperature scorrette o a fine shelf-life, su superfici sanificate male e in impianti idrici con ristagni o biofilm, come osmosi, macchine da caffè e produttori di ghiaccio.

Perché si analizza

È il parametro più usato per verificare l’efficacia di pulizia e sanificazione, l’andamento della shelf-life e l’igiene di impianti e acque di processo. Per alcune categorie, come carni macinate e carcasse, è anche un criterio di igiene del processo del Reg. (CE) 2073/2005.

Matrici

Alimenti, Superfici e attrezzature, Mani degli operatori, Acque di processo e ghiaccio, Acque trattate (osmosi, emodialisi), Cosmetici e integratori

Riferimenti normativi

Reg. (CE) 2073/2005, UNI EN ISO 4833-1, UNI EN ISO 4833-2, UNI EN ISO 6222 (acque), UNI EN ISO 18593 (superfici)

Metodi e norme tecniche

Come si analizza questo parametro: norme tecniche e metodi di prova di riferimento.

Reg. (CE) 2073/2005, criteri di igiene del processo: ad esempio carni macinate m = 500.000 UFC/g e M = 5.000.000 UFC/g, oltre a valori specifici per carcasse e carni separate meccanicamente. Per l’acqua potabile il D.Lgs. 18/2023 richiede per il conteggio delle colonie a 22 °C l’assenza di variazioni anomale. Per superfici e altri alimenti i limiti sono fissati nel piano di autocontrollo.

Cosa dice e cosa non dice la carica batterica

Una CBT bassa indica una buona igiene e una corretta catena del freddo; una CBT alta segnala carenze di pulizia, materie prime scadenti, temperature non rispettate o un prodotto vicino al deterioramento. Non dice però se ci sono patogeni: un alimento con CBT bassa può contenere Salmonella o Listeria, e alcuni prodotti fermentati, come formaggi e salumi stagionati, hanno naturalmente cariche molto alte senza alcun problema. Per questo la CBT va interpretata in base al tipo di prodotto.

Come si analizza

Negli alimenti si applica la UNI EN ISO 4833-1 (semina per inclusione) o 4833-2 (semina in superficie), con incubazione a 30 °C e risultato in UFC/g. Nelle acque il conteggio delle colonie si esegue a 22 °C e a 36 °C secondo la UNI EN ISO 6222, in UFC/mL. Sulle superfici si preleva con tamponi o spugne secondo la UNI EN ISO 18593, con risultato in UFC/cm² o per superficie campionata. Il Rapporto di Prova del laboratorio partner riporta gli esiti, con prove accreditate ove incluse nel campo di accreditamento del laboratorio partner esecutore.

Come leggere il risultato

Per le categorie con criterio di legge si applica il piano di campionamento del Reg. (CE) 2073/2005. Per superfici e prodotti senza criterio, il confronto si fa con i limiti del piano di autocontrollo e soprattutto con lo storico: un aumento rispetto ai controlli precedenti è il segnale più utile. Nelle acque trattate, come osmosi e macchine da caffè, una CBT elevata indica di solito biofilm nel serbatoio o nei circuiti.

Cosa fare se la carica è elevata

Per le superfici rivedi detergenti, concentrazioni, tempi di contatto e frequenza delle sanificazioni e ripeti il tampone dopo l’intervento. Per gli alimenti verifica materie prime, temperature di conservazione e tempi di lavorazione. Per gli impianti idrici programma sanificazione e manutenzione di filtri, serbatoi e circuiti. Se la CBT resta alta, è opportuno affiancare la ricerca di patogeni specifici.

In quali analisi è compresa

La carica batterica totale è inclusa nei tamponi su attrezzature e mani degli operatori, nel pacchetto HACCP per la ristorazione, nelle analisi dell’acqua per industria alimentare, macchine da caffè, osmosi inversa, ghiaccio alimentare ed emodialisi, e nelle analisi microbiologiche di cosmetici, integratori e spezie.

Analisi che includono Carica batterica totale

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Domande frequenti

Una carica batterica alta significa che l’alimento è pericoloso?
Non necessariamente: è un indicatore di igiene e conservazione, non di sicurezza diretta. Valori anomali per quel tipo di prodotto impongono però verifiche, anche con la ricerca di patogeni.
Che differenza c’è tra colonie a 22 °C e a 36 °C nell’acqua?
A 22 °C crescono soprattutto i batteri ambientali dell’acqua, a 36 °C quelli che si sviluppano a temperatura corporea. Le variazioni rispetto ai valori abituali indicano cambiamenti nella qualità dell’acqua o dell’impianto.

Ultimo aggiornamento: 2026-10-14