Laboratorio accreditato ISO/IEC 17025laboratorioaccreditato.orgAnalisi da laboratori partner accreditati ISO/IEC 17025

Come scegliere le analisi giuste

I criteri per individuare le prove e le matrici più adatte alla tua esigenza, il ruolo del supporto nell’orientarti e perché il Rapporto di Prova resta il documento di riferimento per verificare le prove accreditate.

Scegliere l’analisi giusta è il primo passo per ottenere un risultato davvero utile: partire dall’esigenza concreta — cosa vuoi verificare, su quale matrice e per quale scopo — evita prove superflue e assicura che ciò che ricevi risponda alla domanda che ti sei posto. Un’analisi corretta nasce dall’incontro tra la matrice da esaminare, i parametri pertinenti e la finalità d’uso, tre elementi che insieme definiscono la prova più adatta al tuo caso.

Non è sempre immediato capire quali parametri cercare o quanti campioni prelevare, soprattutto quando l’analisi deve soddisfare un adempimento. Per questo il supporto è a disposizione per orientarti verso la soluzione corretta, senza acquisti superflui, e per aiutarti a comprendere cosa otterrai. Il documento che al termine attesta le prove eseguite e indica quali sono accreditate, ove incluse nel campo di accreditamento del laboratorio partner esecutore, è il Rapporto di Prova: è a questo che si torna per verificare cosa è stato effettivamente coperto.

Individuare prove e matrici

Il punto di partenza è la matrice: acqua destinata al consumo umano, acqua di piscina, alimenti, superfici, aria o altri campioni hanno esigenze e parametri diversi. Definita la matrice, si individuano i parametri pertinenti allo scopo — ad esempio parametri microbiologici e chimici per un’acqua potabile, oppure la ricerca di Legionella per un impianto idrico a rischio. Conta anche la finalità: un controllo conoscitivo può richiedere un profilo diverso rispetto a un’analisi destinata a un obbligo specifico. Ragionare per matrice, parametri e finalità aiuta a comporre l’analisi giusta ed evita di richiedere prove non necessarie o, al contrario, di tralasciarne di rilevanti.

Il ruolo del supporto

Quando l’esigenza non è immediata da tradurre in prove, il supporto aiuta a fare chiarezza. Descrivendo la tua situazione — la matrice, il luogo, il numero di punti di prelievo e l’uso che farai del risultato — ricevi un orientamento sulle prove utili e, dove necessario, un preventivo calibrato. Il supporto ti indica anche la modalità di campionamento più adatta, distinguendo tra kit fai-da-te e campionamento on-site eseguito da un tecnico secondo norma, quando lo scopo o la normativa lo richiedono. L’obiettivo è che tu scelga con consapevolezza, senza acquisti superflui e con un’indicazione chiara di cosa otterrai al termine del percorso.

Il Rapporto di Prova come riferimento

Qualunque sia l’analisi scelta, il documento che attesta l’esito è il Rapporto di Prova, emesso dal laboratorio partner esecutore secondo la norma UNI CEI EN ISO/IEC 17025. Riporta i metodi utilizzati, i risultati con le relative unità di misura, l’incertezza ove prevista e l’indicazione di quali prove sono accreditate, ove incluse nel campo di accreditamento del laboratorio partner esecutore. È importante ricordare che ACCREDIA accredita i laboratori, non i singoli risultati: per questo, quando un’analisi deve soddisfare un obbligo, è sempre opportuno verificare con il laboratorio partner esecutore che la prova scelta sia idonea allo scopo. Il Rapporto di Prova resta il riferimento per capire cosa è stato effettivamente eseguito e coperto.