UNI EN ISO 7027: misura della torbidità dell’acqua
La UNI EN ISO 7027-1:2016 definisce come misurare la torbidità dell’acqua con metodi ottici, cioè quanto le particelle sospese diffondono o attenuano la luce. È un parametro indicatore del D.Lgs. 18/2023 e un controllo chiave per chi tratta l’acqua, perché la torbidità protegge i microrganismi dalla disinfezione. Qui trovi come si misura, la differenza tra FNU e NTU e come leggere il valore.
Cosa misura la torbidità
La torbidità è una proprietà ottica dovuta a particelle sospese: argilla e limo, precipitati di ferro e manganese, microrganismi, residui di corrosione delle tubazioni. Non identifica la natura delle particelle, ma ne segnala la presenza in modo rapido. Un’acqua torbida non è per forza pericolosa, ma è più difficile da disinfettare perché le particelle schermano i microrganismi dal cloro e dai raggi UV.
I metodi della norma
La parte 1 descrive due metodi quantitativi. Il metodo nefelometrico misura la luce diffusa a 90° rispetto a un fascio incidente nel vicino infrarosso (860 nm) ed esprime il risultato in FNU (Formazine Nephelometric Units); è il metodo per le acque poco torbide, come le potabili, nell’intervallo fino a 40 FNU. Il metodo turbidimetrico misura l’attenuazione del fascio trasmesso ed esprime il risultato in FAU, adatto ad acque molto torbide. La parte 2 descrive metodi semiquantitativi con tubo o disco di trasparenza, usati soprattutto in campo.
FNU e NTU: sono la stessa cosa?
Entrambe le unità sono riferite alla formazina come standard e, per acque potabili, i valori sono in pratica confrontabili. La differenza è nello strumento: le FNU derivano da torbidimetri a luce infrarossa conformi alla ISO 7027, le NTU sono associate a strumenti a luce bianca (per esempio secondo il metodo EPA 180.1). Il colore dell’acqua interferisce meno con la misura all’infrarosso. Il Rapporto di Prova deve indicare unità e metodo.
Il riferimento normativo
Nel D.Lgs. 18/2023 la torbidità è un parametro indicatore con valore “accettabile per i consumatori e senza variazioni anomale”. Per gli impianti che trattano acque superficiali la normativa indica come obiettivo, in uscita dall’impianto, un valore non superiore a 1,0 NTU. Nelle piscine la trasparenza e la torbidità dell’acqua di vasca sono controllate secondo l’Accordo Stato-Regioni e le norme regionali; negli scarichi si misurano piuttosto i solidi sospesi totali secondo la UNI EN 872.
Campionamento e misura
La torbidità può cambiare dopo il prelievo per sedimentazione, precipitazione di ferro e manganese o crescita batterica: la misura va fatta prima possibile, idealmente in campo o entro poche ore, con campione conservato al buio e al fresco. Prima della lettura il campione si agita delicatamente per risospendere le particelle senza introdurre bolle d’aria, che falsano il valore. Le cuvette devono essere pulite e prive di graffi, lo strumento tarato con standard di formazina o equivalenti.
Come interpretare un valore alto
Torbidità comparsa dopo piogge intense in un pozzo o una sorgente indica infiltrazioni superficiali e possibile contaminazione microbiologica: va affiancata da analisi di E. coli ed enterococchi. Torbidità rossastra o scura che compare dopo un periodo di inutilizzo indica spesso ferro e manganese o sedimenti della rete. Un aumento improvviso in un impianto di trattamento segnala un malfunzionamento di filtri o coagulazione. In ogni caso l’intervento corretto dipende dalla causa, da individuare con analisi mirate.
Torbidità, colore e sedimenti: come distinguerli
Torbidità e colore sono parametri diversi: un’acqua può essere colorata (per esempio giallastra per sostanze umiche) ma limpida, oppure incolore ma torbida. Se lasci riposare il campione e le particelle si depositano, si tratta di sedimenti grossolani, spesso legati a lavori sulla rete o a un pozzo che richiama sabbia; se la torbidità resta stabile, le particelle sono fini o colloidali. Un’acqua che esce limpida e diventa torbida o rossastra dopo qualche minuto all’aria indica tipicamente ferro e manganese disciolti che si ossidano. Annotare questi comportamenti al momento del prelievo aiuta il laboratorio a scegliere le analisi di approfondimento.
Analisi accreditate
La torbidità è inclusa nei profili di base dell’acqua potabile e di pozzo. Le analisi offerte sono eseguite da laboratori partner accreditati UNI CEI EN ISO/IEC 17025, con prove accreditate ove incluse nel campo di accreditamento del laboratorio partner esecutore.
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Fonti
Domande frequenti
- In quale unità si misura la torbidità?
- Con il metodo nefelometrico della UNI EN ISO 7027-1 si esprime in FNU; molti strumenti a luce bianca la esprimono in NTU. Per acque potabili i valori sono in pratica confrontabili, ma il Rapporto di Prova deve indicare unità e metodo.
- Un’acqua leggermente torbida si può bere?
- La torbidità da sola non dice se l’acqua è sicura, ma un valore anomalo va indagato con analisi microbiologiche e chimiche, soprattutto in un pozzo o dopo eventi meteorologici intensi.
- Perché la torbidità è importante per la disinfezione?
- Perché le particelle proteggono batteri e virus dall’azione del cloro e della luce UV. Per questo nei trattamenti la torbidità va mantenuta bassa prima della disinfezione.
Ultimo aggiornamento: 2026-10-14