Laboratorio accreditato ISO/IEC 17025laboratorioaccreditato.orgAnalisi da laboratori partner accreditati ISO/IEC 17025

Mutuo riconoscimento: gli accordi EA, ILAC e IAF

Gli accordi di mutuo riconoscimento EA MLA (Europa) e ILAC MRA (mondo) fanno sì che un risultato prodotto da un laboratorio accreditato in un Paese firmatario sia considerato equivalente negli altri. Ti interessano se esporti, se un cliente estero chiede analisi “accreditate” o se devi usare in Italia un rapporto emesso all’estero. Qui trovi come funzionano e dove finisce il loro effetto.

Il principio: accreditato una volta, accettato ovunque

L’obiettivo degli accordi è evitare che lo stesso prodotto debba essere testato di nuovo in ogni Paese. Gli enti di accreditamento si sottopongono a valutazioni reciproche (peer evaluation): se superano la valutazione, entrano negli accordi e si impegnano a riconoscere come equivalenti gli accreditamenti rilasciati dagli altri firmatari. Il risultato è che un Rapporto di Prova emesso sotto accreditamento in Italia ha lo stesso valore tecnico di uno emesso, per la stessa prova, da un laboratorio accreditato in un altro Paese firmatario.

EA, ILAC e IAF: chi gestisce cosa

EA (European co-operation for Accreditation) riunisce gli enti europei e gestisce l’EA MLA, con valore anche giuridico nell’Unione grazie al Reg. (CE) 765/2008, che impone alle autorità nazionali di riconoscere l’equivalenza dei servizi degli enti che hanno superato la valutazione tra pari. ILAC (International Laboratory Accreditation Cooperation) gestisce l’ILAC MRA per laboratori di prova, taratura, laboratori medici e organismi di ispezione. IAF (International Accreditation Forum) gestisce l’IAF MLA per la certificazione di sistemi, prodotti e persone. ACCREDIA è firmataria degli accordi per le attività in cui è stata valutata.

Il marchio combinato ILAC-MRA

I laboratori accreditati da un ente firmatario possono, alle condizioni previste da ILAC e dall’ente nazionale, usare sul Rapporto di Prova il marchio combinato che affianca il logo dell’ente nazionale a quello ILAC-MRA. È un segnale utile per un destinatario estero, ma non cambia la sostanza: ciò che conta è che la specifica prova rientri nel campo di accreditamento del laboratorio.

Quando ti serve in pratica

Gli usi più comuni sono: esportazione di alimenti, MOCA o cosmetici verso clienti o distributori esteri che chiedono analisi accreditate; partecipazione a gare o capitolati internazionali; uso in Italia di un rapporto emesso da un laboratorio estero (per esempio dal fornitore di una materia prima). In tutti questi casi verifica che l’ente di accreditamento del laboratorio sia firmatario per quell’attività e che la prova compaia nel campo di accreditamento pubblicato.

I limiti del mutuo riconoscimento

Gli accordi garantiscono l’equivalenza della competenza tecnica, non l’accettazione automatica per ogni scopo regolatorio. Un Paese terzo può richiedere metodi specifici, laboratori registrati presso la propria autorità, campionamento ufficiale o traduzioni giurate. Anche in Italia alcune norme richiedono requisiti ulteriori, come l’iscrizione dei laboratori di autocontrollo alimentare negli elenchi regionali. Prima di spedire campioni, chiedi al destinatario quali metodi e quali formalità pretende.

Un esempio pratico: export di un prodotto alimentare

Un’azienda che esporta conserve in un Paese extra UE riceve dal cliente la richiesta di “analisi accreditate” su microbiologia e metalli. Il percorso corretto è: chiedere al cliente quali parametri, metodi e limiti applica; verificare che il laboratorio scelto sia accreditato per quelle prove su quella matrice; controllare che l’ente di accreditamento del Paese di destinazione sia firmatario dell’ILAC MRA, così che il riconoscimento sia reciproco; prevedere eventuali traduzioni o legalizzazioni richieste dalle autorità locali. In questo modo il Rapporto di Prova emesso in Italia può essere usato senza ripetere le analisi nel Paese di destinazione, salvo requisiti regolatori specifici.

Come verificare che un ente sia firmatario

Sui siti di EA e ILAC sono pubblicati gli elenchi dei firmatari con il dettaglio delle attività coperte (prove, tarature, ispezione, laboratori medici). Se un laboratorio estero dichiara un accreditamento, cerca l’ente indicato in questi elenchi e poi controlla nella banca dati dell’ente stesso lo stato del laboratorio e il suo campo. Per i laboratori partner che eseguono le nostre analisi vale lo stesso principio: prove accreditate ove incluse nel campo di accreditamento del laboratorio partner esecutore.

Approfondimenti normativi

Guide correlate

Fonti

Domande frequenti

Un Rapporto di Prova accreditato in Italia vale all’estero?
Nei Paesi i cui enti sono firmatari di EA MLA o ILAC MRA è riconosciuto come tecnicamente equivalente, per le prove coperte dall’accreditamento. L’accettazione per uno scopo specifico, come una registrazione doganale, dipende però dalle regole del Paese di destinazione.
Posso usare in Italia analisi fatte da un laboratorio accreditato all’estero?
In generale sì, se l’ente di accreditamento è firmatario per quell’attività e la prova è nel campo del laboratorio. Verifica comunque che la norma italiana applicabile non richieda requisiti aggiuntivi o metodi specifici.
Il marchio ILAC-MRA è obbligatorio sul rapporto?
No. È facoltativo e il suo uso è regolato da ILAC e dall’ente nazionale. L’equivalenza deriva dall’accreditamento, non dalla presenza del marchio combinato.

Ultimo aggiornamento: 2026-10-14