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Selenio

Che cos’è

Il selenio è un elemento essenziale in tracce, componente di enzimi antiossidanti e della funzione tiroidea, ma diventa tossico quando l’apporto è eccessivo. Nell’acqua destinata al consumo umano il D.Lgs. 18/2023 fissa un valore di parametro di 20 µg/L, con una possibile soglia di 30 µg/L nelle zone dove la geologia arricchisce naturalmente le acque sotterranee.

Dove si trova

Arriva nelle acque soprattutto dalle rocce: argilliti e scisti marini, depositi di carbone, suoli derivati da rocce vulcaniche e sedimentarie ricche di solfuri. Le fonti umane sono la combustione del carbone, la raffinazione dei metalli, l’industria del vetro e dei pigmenti, alcuni fertilizzanti fosfatici e i percolati di discarica. Nelle acque ossidate prevale come seleniato, molto mobile; in ambiente riducente come selenito, che si lega di più ai sedimenti.

Perché si analizza

Si analizza per verificare il rispetto del valore di parametro nell’acqua potabile, soprattutto nei pozzi privati e nelle piccole reti alimentate da falde in rocce sedimentarie. Rientra nei controlli dei siti contaminati, dove la soglia di falda è più bassa di quella per l’acqua da bere, e negli scarichi industriali. Nell’industria alimentare e negli integratori si dosa per verificare il titolo dichiarato di un minerale aggiunto.

Matrici

Acque potabili, Acque di pozzo, Acque sotterranee, Scarichi industriali, Integratori alimentari

Riferimenti normativi

D.Lgs. 18/2023, Direttiva (UE) 2020/2184, D.Lgs. 152/2006, UNI EN ISO 17294-2

Acqua destinata al consumo umano: 20 µg/L (D.Lgs. 18/2023, Allegato I), con soglia di 30 µg/L nelle regioni in cui le condizioni geologiche possono portare a livelli elevati in falda. Acque sotterranee nei siti contaminati: CSC 10 µg/L. Scarichi: 0,03 mg/L sia in acque superficiali sia in fognatura (D.Lgs. 152/2006, Tabella 3).

Limiti di riferimento per matrice

Il selenio ha soglie diverse secondo la matrice, e qui c’è un dettaglio che sorprende: la concentrazione soglia di contaminazione per la falda è più bassa del valore per l’acqua potabile. Un pozzo con 15 µg/L è quindi conforme come acqua da bere ma supera la CSC se si trova in un sito sottoposto a procedura di bonifica.

MatriceRiferimentoValore
Acqua destinata al consumo umanoD.Lgs. 18/2023, All. I20 µg/L
Acqua potabile in aree con selenio geologicoD.Lgs. 18/2023, All. I (nota)30 µg/L
Acque sotterranee (siti contaminati)D.Lgs. 152/2006, Parte IV, All. 5, Tab. 210 µg/L
Suolo verde e residenziale / industrialeD.Lgs. 152/2006, Parte IV, All. 5, Tab. 13 / 15 mg/kg s.s.
Scarico in acque superficiali e in fognaturaD.Lgs. 152/2006, Parte III, All. 5, Tab. 30,03 mg/L

Il valore di 20 µg/L deriva dalla direttiva (UE) 2020/2184 e ha sostituito i 10 µg/L del D.Lgs. 31/2001, oggi abrogato: un rapporto di prova vecchio va quindi riletto con il valore attuale. Il testo vigente è su Normattiva: D.Lgs. 18/2023.

Come si analizza: ICP-MS, idruri e interferenze

Il selenio è uno degli elementi più difficili da misurare in tracce. Nell’ICP-MS l’isotopo più abbondante, il selenio-80, coincide con il dimero dell’argon usato come plasma: i laboratori lavorano quindi sugli isotopi 78 o 82 con una cella di collisione o reazione che elimina l’interferenza. Il metodo di riferimento è la UNI EN ISO 17294-2, descritta nella scheda UNI EN ISO 17294.

In alternativa si usa l’assorbimento atomico con generazione di idruri, molto sensibile ma che richiede di ridurre prima il seleniato a selenito. Per l’acqua potabile il limite di quantificazione deve restare entro il 30% del valore di parametro, cioè 6 µg/L; i metodi correnti arrivano a 1 µg/L o meno.

Totale o speciazione

Il Rapporto di Prova riporta normalmente il selenio totale. La speciazione tra seleniato e selenito, con cromatografia ionica accoppiata a ICP-MS, si chiede solo in studi di origine o per scegliere un trattamento, perché le due forme si rimuovono in modo diverso.

Prelievo, origine del dato e trattamenti

Il campione si raccoglie in polietilene e si acidifica con acido nitrico; il laboratorio fornisce di solito la bottiglia con il conservante. Per i pozzi è bene spurgare alcuni minuti e annotare profondità e stagione, perché il selenio geologico varia poco nel tempo mentre quello di origine antropica segue piogge e attività vicine.

Esempio: un pozzo in una zona di argille marine dà 24 µg/L di selenio e livelli normali di nitrati e solfati. Il profilo stabile in due campagne e l’assenza di fonti industriali vicine fanno pensare a un’origine naturale. Il valore supera i 20 µg/L e l’uso potabile va sospeso o l’acqua trattata.

Il seleniato, la forma tipica delle acque ossidate, passa quasi indenne attraverso i filtri a sabbia e i carboni attivi. L’osmosi inversa lo trattiene bene, e la verifica dell’impianto a osmosi conferma che il valore in uscita sia rientrato.

Leggere il risultato e quale analisi scegliere

Un selenio «< 1 µg/L» o di pochi µg/L è la situazione normale nelle reti italiane. Valori tra 10 e 20 µg/L non superano il limite per l’acqua potabile ma meritano un secondo controllo, soprattutto se il pozzo serve una famiglia con bambini piccoli o una struttura ricettiva. Sopra 20 µg/L l’acqua non è conforme e va usata per bere solo dopo trattamento e nuova analisi.

Per i pozzi è adatta l’analisi acqua di pozzo completa; per le reti e le strutture, l’analisi conforme al D.Lgs. 18/2023. Il selenio rientra anche nel pacchetto metalli pesanti nell’acqua, utile quando si sospettano più contaminanti.

L’esito è riportato nel Rapporto di Prova emesso dal laboratorio partner: le prove sono accreditate ove incluse nel campo di accreditamento del laboratorio partner esecutore.

Selenio, dieta e salute

La gran parte del selenio arriva con il cibo: cereali, pesce, carne, uova e frutta secca, con quantità che dipendono dal contenuto dei suoli di coltivazione. L’acqua dà di solito un contributo minore, ma in un pozzo con selenio geologico può diventare rilevante, perché si somma alla dieta e agli eventuali integratori.

Un apporto eccessivo e prolungato provoca selenosi: fragilità di unghie e capelli, alito con odore di aglio, disturbi cutanei e neurologici. Per questo chi produce o vende integratori con selenio verifica il titolo dichiarato, come nell’analisi composizione integratore di vitamine e minerali.

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Domande frequenti

Qual è il limite del selenio nell’acqua potabile?
Il D.Lgs. 18/2023 fissa un valore di parametro di 20 µg/L. Una nota dell’Allegato I, ripresa dalla direttiva (UE) 2020/2184, consente 30 µg/L nelle regioni in cui le condizioni geologiche possono portare a livelli elevati di selenio in falda. Fuori da questi casi il riferimento resta 20 µg/L, e un superamento rende l’acqua non conforme.
Perché il limite di falda è più basso di quello dell’acqua potabile?
Perché le due norme hanno scopi diversi. La CSC di 10 µg/L del D.Lgs. 152/2006 serve a capire se un sito è contaminato e deve avviare le procedure di bonifica. Il valore di 20 µg/L del D.Lgs. 18/2023 riguarda invece l’acqua che si beve. Lo stesso pozzo può quindi essere potabile ma rientrare in un’indagine ambientale.
Un filtro a carbone attivo elimina il selenio?
In genere no. Il seleniato, la forma più comune nelle acque ben ossigenate, è molto solubile e poco trattenuto dai carboni attivi e dai filtri a sabbia. L’osmosi inversa e alcune resine a scambio ionico funzionano meglio. Dopo l’installazione conviene sempre un’analisi dell’acqua in uscita per verificare che il valore sia sceso sotto i 20 µg/L.
Il selenio nell’acqua può fare bene alla salute?
Il selenio è un micronutriente essenziale, ma la quota necessaria arriva normalmente dalla dieta. Un’acqua ricca di selenio non va considerata un integratore: si somma agli altri apporti e, oltre il limite di legge, aumenta il rischio di eccesso. Chi usa integratori con selenio e beve acqua di pozzo dovrebbe conoscere entrambi i valori.

Ultimo aggiornamento: 2026-06-23