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Cianuri

Che cos’è

I cianuri sono composti che contengono il gruppo CN, presenti come acido cianidrico, sali solubili o complessi con i metalli. Le forme libere sono molto tossiche perché bloccano la respirazione cellulare; i complessi stabili, come i ferrocianuri, lo sono molto meno. Nell’acqua destinata al consumo umano il D.Lgs. 18/2023 fissa per il cianuro un valore di parametro di 50 µg/L.

Dove si trova

Nelle acque arrivano quasi sempre da attività umane: galvanica e trattamento dei metalli, estrazione dell’oro, cokerie e gassificazione del carbone, produzione di materie plastiche e fibre acriliche, discariche e siti industriali dismessi. Alcune piante producono glicosidi cianogenici, che liberano acido cianidrico: si trovano in manioca, semi di albicocca, mandorle amare e semi di lino, per i quali il Reg. (UE) 2023/915 fissa tenori massimi.

Perché si analizza

Si analizzano per verificare il valore di parametro nell’acqua potabile, soprattutto in pozzi vicini ad aree industriali, e per controllare gli scarichi delle lavorazioni galvaniche, che li usano nei bagni di deposizione. Sono parametri tipici della caratterizzazione di suoli e falde nei siti contaminati e dei rifiuti da trattamento superfici. Negli alimenti la ricerca riguarda l’acido cianidrico nei prodotti vegetali a rischio.

Matrici

Acque potabili, Acque di pozzo, Acque sotterranee, Scarichi industriali, Suoli, Alimenti di origine vegetale

Riferimenti normativi

D.Lgs. 18/2023, D.Lgs. 152/2006, Reg. (UE) 2023/915, UNI EN ISO 14403

Acqua destinata al consumo umano: 50 µg/L di cianuro (D.Lgs. 18/2023, Allegato I). Acque sotterranee nei siti contaminati: CSC 50 µg/L di cianuri liberi. Suoli: 1 mg/kg (verde e residenziale) e 100 mg/kg (industriale) di cianuri liberi. Scarichi: cianuri totali 0,5 mg/L in acque superficiali e 1,0 mg/L in fognatura (D.Lgs. 152/2006, Tabella 3).

Limiti di riferimento e forma misurata

Ogni norma indica una forma diversa di cianuro, e il Rapporto di Prova deve dire quale è stata misurata. Per gli scarichi si parla di cianuri totali, che includono i complessi metallici; per falda e suoli di cianuri liberi, cioè la frazione tossica.

MatriceRiferimentoFormaValore
Acqua destinata al consumo umanoD.Lgs. 18/2023, All. Icianuro50 µg/L
Acque sotterranee (siti contaminati)D.Lgs. 152/2006, Parte IV, All. 5, Tab. 2liberi50 µg/L
Suolo verde e residenziale / industrialeD.Lgs. 152/2006, Parte IV, All. 5, Tab. 1liberi1 / 100 mg/kg s.s.
Scarico in acque superficialiD.Lgs. 152/2006, Parte III, All. 5, Tab. 3totali0,5 mg/L
Scarico in rete fognariaD.Lgs. 152/2006, Parte III, All. 5, Tab. 3totali1,0 mg/L

I testi sono su Normattiva: D.Lgs. 18/2023 e D.Lgs. 152/2006. Per i limiti degli scarichi nel loro insieme vedi la scheda sui limiti di emissione del D.Lgs. 152/2006.

Come si analizza: distillazione, flusso continuo e LOQ

I metodi più diffusi sono quelli in flusso, descritti dalla UNI EN ISO 14403: il campione viene trattato in linea per liberare l’acido cianidrico, che passa una membrana o viene distillato e poi misurato per via fotometrica. Le condizioni di trattamento decidono cosa si misura: con irradiazione UV e acido forte si rompono anche i complessi e si ottengono i cianuri totali; con un pH moderato si misurano solo i liberi.

In alternativa si usa la distillazione classica seguita da titolazione o fotometria, prevista dai metodi APAT IRSA-CNR. Per l’acqua potabile il limite di quantificazione deve essere al massimo il 30% del valore, cioè 15 µg/L; i metodi in flusso arrivano a pochi µg/L.

Le interferenze da conoscere

Solfuri, cloro residuo e alcuni composti azotati falsano il risultato. Il cloro distrugge i cianuri nel contenitore e porta a valori troppo bassi; i solfuri possono dare risposte troppo alte. Per questo la conservazione al prelievo conta quanto il metodo.

Prelievo: soda, buio e tempi brevi

I cianuri sono instabili: l’acido cianidrico è volatile e a pH neutro lascia il campione. Le regole pratiche sono poche ma decisive.

  1. Usare il contenitore fornito dal laboratorio, che di solito contiene idrossido di sodio per portare il pH sopra 12.
  2. Nelle acque clorate, eliminare prima il cloro con il reagente indicato dal laboratorio, poi aggiungere la soda.
  3. Riempire fino all’orlo, chiudere bene e tenere al buio e al fresco: la luce scompone i ferrocianuri e altera il rapporto tra totali e liberi.
  4. Consegnare il campione al più presto e annotare l’eventuale odore di mandorla amara o la presenza di solfuri.

Nelle acque di scarico galvaniche il campione va prelevato a valle dell’impianto di ossidazione dei cianuri, dove il controllo serve a dimostrare che la distruzione è completa.

Leggere l’esito e cosa fare

In un’acqua potabile i cianuri sono di norma sotto il limite di quantificazione. Un valore misurabile in un pozzo è anomalo e indica quasi sempre una fonte industriale o una discarica a monte: va confermato con un secondo campione e segnalato al Comune e all’ARPA, sospendendo l’uso potabile se si supera il valore di 50 µg/L.

Esempio: una galvanica trova cianuri totali di 0,8 mg/L nello scarico in acque superficiali. Il valore supera 0,5 mg/L: si verificano il pH e il potenziale redox della vasca di ossidazione con ipoclorito, si controlla il tempo di contatto e si ripete il campionamento. Il controllo periodico rientra nell’analisi degli scarichi idrici industriali.

Per i pozzi vicini ad aree produttive è indicata l’analisi acqua di pozzo completa; per i siti contaminati, l’analisi del terreno per bonifica. L’esito è nel Rapporto di Prova del laboratorio partner, con prove accreditate ove incluse nel campo di accreditamento del laboratorio partner esecutore.

Tossicità e significato sanitario

Lo ione cianuro blocca la citocromo ossidasi, l’enzima che consente alle cellule di usare l’ossigeno: per questo dosi elevate sono rapidamente letali. Alle basse concentrazioni rilevate nelle acque contaminate il rischio è legato soprattutto all’esposizione prolungata, con effetti su tiroide e sistema nervoso.

L’organismo trasforma piccole quantità di cianuro in tiocianato, che si elimina con le urine; questa capacità ha però un limite. La guida sui cianuri nell’acqua descrive i casi più comuni di contaminazione e le misure da prendere in un pozzo privato.

Analisi che includono Cianuri

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Domande frequenti

Che differenza c’è tra cianuri totali e cianuri liberi?
I cianuri liberi sono l’acido cianidrico e lo ione cianuro, la frazione più tossica. I totali comprendono anche i complessi con i metalli, come i ferrocianuri, che sono stabili e molto meno tossici ma possono liberare cianuro alla luce. Il D.Lgs. 152/2006 usa i totali per gli scarichi e i liberi per falde e suoli.
Perché il campione va conservato con la soda?
A pH neutro o acido il cianuro diventa acido cianidrico, un gas che lascia il campione e porta a un risultato troppo basso. L’idrossido di sodio mantiene il pH sopra 12 e blocca questa perdita. Nelle acque clorate bisogna prima eliminare il cloro, che altrimenti distrugge i cianuri già nel contenitore.
I cianuri possono trovarsi negli alimenti?
Sì, come acido cianidrico liberato dai glicosidi cianogenici di alcune piante: manioca, semi di albicocca, mandorle amare e semi di lino. Il Reg. (UE) 2023/915 fissa tenori massimi per questi prodotti. La ricerca richiede un metodo diverso da quello usato per le acque, con idrolisi enzimatica dei glicosidi prima della misura.
Ogni quanto vanno controllati i cianuri in uno scarico galvanico?
La frequenza è fissata dall’autorizzazione allo scarico, di solito nell’AUA o nell’AIA, e dal piano di monitoraggio approvato. Al di là dell’obbligo, conviene controllare dopo ogni modifica dei bagni di deposizione o dell’impianto di ossidazione e dopo anomalie di pH o redox registrate dal sistema di dosaggio.

Ultimo aggiornamento: 2026-06-23