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Validità del Rapporto di Prova: checklist

Quando un Rapporto di Prova è valido per il tuo obbligo: prove accreditate, chi ha prelevato, metodo, regola decisionale e data. Checklist prima di consegnarlo.

Un Rapporto di Prova non ha una «validità» in astratto: è valido o meno rispetto a uno scopo preciso. Lo stesso documento può bastare per un controllo volontario e non essere sufficiente per rispondere a una prescrizione dell’ASL o a un capitolato, perché manca una prova accreditata, il campionamento non è stato eseguito da un tecnico o il metodo non è quello richiesto.

ACCREDIA accredita i laboratori per prove e matrici specifiche, non certifica i singoli risultati: non esistono quindi «certificati ACCREDIA» sugli esiti. Il documento corretto è il Rapporto di Prova emesso secondo la norma UNI CEI EN ISO/IEC 17025, con l’indicazione delle prove accreditate ove incluse nel campo di accreditamento del laboratorio partner esecutore.

Checklist: cinque controlli prima di usarlo

Prima di consegnare un Rapporto di Prova a un ente, a un cliente o a un consulente, verifica: che le prove che ti servono siano contrassegnate come accreditate (di solito con un simbolo e una nota a piè di pagina, e con il marchio ACCREDIA apposto dal laboratorio secondo il regolamento d’uso); che il numero di accreditamento del laboratorio risulti attivo nella banca dati pubblica di ACCREDIA, con quelle prove nel campo; che metodo e matrice coincidano con quanto richiesto; che sia indicato chi ha eseguito il campionamento; che la data di prelievo sia coerente con la frequenza che devi rispettare.

Campione prelevato da te o da un tecnico: cosa cambia

Se il campione è stato prelevato dal cliente, la norma ISO/IEC 17025 prevede che il laboratorio lo dichiari e che i risultati si riferiscano al campione così come ricevuto. Il laboratorio garantisce l’analisi, non la rappresentatività del prelievo. Quando lo scopo richiede che anche il campionamento sia sotto controllo, come spesso accade per Legionella, acque destinate al consumo umano in ambito ufficiale o scarichi soggetti ad autorizzazione, serve un prelievo eseguito da personale qualificato secondo la norma tecnica, documentato da un verbale.

Conformità, incertezza e regola decisionale

Quando il Rapporto riporta una dichiarazione di conformità a un limite, la ISO/IEC 17025 richiede che sia indicata la regola decisionale adottata, cioè come si è tenuto conto dell’incertezza di misura. Un risultato vicino al limite può essere dichiarato conforme o non conforme a seconda della regola scelta. Se devi usare il Rapporto per un adempimento, verifica che la regola decisionale sia coerente con quella prevista dalla norma di settore o concordata con chi riceverà il documento.

Quanto «dura» un Rapporto di Prova

Il Rapporto di Prova non scade, ma fotografa la situazione al momento del prelievo. La sua utilità nel tempo dipende dalla frequenza dei controlli richiesta dal tuo obbligo: un’analisi annuale della Legionella prevista dal piano di autocontrollo non è sostituita da un Rapporto di due anni prima. Il documento va conservato integro: la norma prevede che non sia riprodotto parzialmente senza l’approvazione del laboratorio, perciò consegna sempre la versione completa.