Affidabilità dei risultati di laboratorio
Cosa fa un laboratorio accreditato per rendere affidabile un risultato: bianchi, materiali di riferimento, prove interlaboratorio. E come leggere «< LOQ».
Dietro ogni risultato del Rapporto di Prova ci sono controlli che il cliente non vede. La norma UNI CEI EN ISO/IEC 17025 chiede ai laboratori di assicurare la validità dei risultati con attività di controllo qualità pianificate, e ACCREDIA ne verifica l’applicazione nelle visite di sorveglianza. Conoscerle aiuta a capire perché due analisi dello stesso campione possono dare valori leggermente diversi pur essendo entrambe corrette.
Questa pagina spiega quei controlli e come si riflettono sul modo di leggere un risultato. Le prove sono eseguite da laboratori partner accreditati: prove accreditate ove incluse nel campo di accreditamento del laboratorio partner esecutore.
Controlli interni: bianchi, standard e carte di controllo
In ogni serie analitica il laboratorio inserisce campioni di controllo: bianchi, per escludere contaminazioni da reagenti e ambiente; campioni a concentrazione nota o materiali di riferimento certificati, per verificare che lo strumento restituisca il valore atteso; duplicati, per controllare la ripetibilità. Nelle prove microbiologiche si usano ceppi di riferimento per verificare terreni di coltura e incubazioni. I risultati dei controlli vengono riportati su carte di controllo: se escono dai limiti, la serie viene ripetuta prima di emettere i Rapporti.
Prove valutative interlaboratorio
Periodicamente il laboratorio analizza campioni «ciechi» distribuiti da organizzatori esterni, insieme a molti altri laboratori, secondo schemi conformi alla norma ISO/IEC 17043. Il proprio risultato viene confrontato con il valore assegnato e valutato con indicatori statistici come lo z-score. È un controllo esterno e indipendente della competenza: un esito insoddisfacente obbliga il laboratorio ad analizzare le cause e ad adottare azioni correttive, che ACCREDIA verifica.
Come leggere «< LOQ», «assente» e i valori vicini al limite
Un risultato espresso come «< LOQ» significa che il parametro, se presente, è sotto il limite di quantificazione del metodo: non vuol dire zero, ma che non è misurabile con affidabilità a quel livello. Nelle prove microbiologiche «assente in 100 mL» o «non rilevato in 25 g» si riferisce alla quantità analizzata. Quando un valore è vicino al limite di legge, l’incertezza di misura, se riportata, indica l’intervallo entro cui ricade ragionevolmente il valore vero: è l’informazione da guardare prima di trarre conclusioni.
Perché due analisi possono dare valori diversi
Due campioni prelevati in momenti o punti diversi non sono lo stesso campione: l’acqua di un rubinetto cambia tra primo getto e dopo scorrimento, la contaminazione di un alimento non è distribuita in modo uniforme. Anche sullo stesso campione, due laboratori competenti ottengono valori compatibili entro le rispettive incertezze, non identici. Se un risultato ti sembra incoerente, la prima verifica è sul campionamento; la seconda è un nuovo prelievo con modalità controllate. Ti aiutiamo a confrontare i Rapporti e a capire se la differenza è significativa.