Alluminio
Che cos’è
L’alluminio è il metallo più abbondante nella crosta terrestre e nell’acqua potabile compare soprattutto come residuo dei coagulanti usati per chiarificare le acque superficiali. Il D.Lgs. 18/2023 lo inserisce tra i parametri indicatori con un valore di 200 µg/L: il superamento non indica di per sé un pericolo per la salute, ma un trattamento di potabilizzazione da rivedere o un’acqua che va indagata.
Dove si trova
Si trova nelle acque superficiali trattate con solfato di alluminio o policloruro di alluminio, nelle acque acide che attraversano suoli e rocce ricchi di argille, nelle sorgenti di zone vulcaniche e talvolta nei pozzi poco profondi dopo piogge intense. Negli scarichi proviene da lavorazioni di anodizzazione, verniciatura e trattamento superfici. Negli alimenti può migrare da pentole, vaschette e fogli di alluminio a contatto con cibi acidi o salati.
Perché si analizza
Si analizza per verificare il rispetto del valore indicatore nell’acqua distribuita, per controllare l’efficienza della chiarificazione negli impianti che usano coagulanti a base di alluminio e per capire l’origine di torbidità, depositi biancastri o flocculi nei serbatoi. È utile anche per acque destinate a dialisi, industria alimentare e processi produttivi, e negli scarichi industriali soggetti ai limiti della Tabella 3 del D.Lgs. 152/2006.
Matrici
Acque potabili, Acque di rete, Acque di pozzo, Acque sotterranee, Scarichi industriali
Riferimenti normativi
D.Lgs. 18/2023, Direttiva (UE) 2020/2184, D.Lgs. 152/2006, UNI EN ISO 17294-2, DM 76/2007 (MOCA in alluminio)
Limiti di riferimento per matrice
L’alluminio ha valori diversi a seconda della matrice, e la natura del valore cambia: per l’acqua potabile è un indicatore di qualità, per falda e scarichi è una soglia ambientale. Confondere i due riferimenti porta a conclusioni sbagliate.
| Matrice | Riferimento | Valore |
|---|---|---|
| Acqua destinata al consumo umano | D.Lgs. 18/2023, All. I (parametro indicatore) | 200 µg/L |
| Acque sotterranee (siti contaminati) | D.Lgs. 152/2006, Parte IV, All. 5, Tab. 2 | 200 µg/L |
| Scarico in acque superficiali | D.Lgs. 152/2006, Parte III, All. 5, Tab. 3 | 1 mg/L |
| Scarico in rete fognaria | D.Lgs. 152/2006, Parte III, All. 5, Tab. 3 | 2 mg/L |
Per i parametri indicatori il decreto non parla di non conformità sanitaria automatica: chi gestisce l’impianto deve valutare se il superamento comporta un rischio e, se serve, intervenire sul trattamento. Il testo è su Normattiva, D.Lgs. 18/2023, che recepisce la direttiva (UE) 2020/2184. Un quadro di tutti i metalli del decreto è nella scheda metalli pesanti nell’acqua potabile.
Come si analizza: ICP, LOQ e alluminio disciolto o totale
Il metodo più usato è la spettrometria ICP-MS (UNI EN ISO 17294-2) o ICP-OES, che misura l’alluminio insieme agli altri metalli in un’unica corsa; in alternativa si usa l’assorbimento atomico con fornetto di grafite. La descrizione del metodo ICP-MS è nella scheda UNI EN ISO 17294.
Per l’acqua potabile il limite di quantificazione deve essere al massimo il 30% del valore di parametro, cioè 60 µg/L: un buon ICP-MS scende a pochi µg/L. Un esito «< 5 µg/L» significa che l’alluminio, se presente, è sotto quella soglia.
Totale o disciolto
Sul campione acidificato tal quale si misura l’alluminio totale, che comprende i fiocchi sospesi. Se il campione viene filtrato a 0,45 µm prima dell’acidificazione si misura il disciolto. Il confronto tra i due dice se il problema è un flocculo che sfugge alla filtrazione o alluminio in soluzione.
Prelievo e cause più comuni di un valore alto
L’alluminio si conserva bene in un contenitore di polietilene acidificato con acido nitrico; il laboratorio fornisce di solito la bottiglia già pronta. Gli errori di prelievo più frequenti sono pochi e facili da evitare.
- Far scorrere l’acqua alcuni minuti prima di riempire, salvo quando si vuole valutare proprio l’acqua stagnante.
- Non sciacquare la bottiglia se contiene già il conservante.
- Annotare se l’acqua è torbida o se ci sono depositi visibili.
- Per un impianto di potabilizzazione, prelevare sia in ingresso sia in uscita dalla filtrazione.
Nei pozzi e nelle sorgenti un valore alto dopo piogge intense, insieme a torbidità elevata e pH basso, fa pensare a particelle di argilla o ad acque acide. In un acquedotto che usa coagulanti, invece, il dato va letto con il pH di flocculazione e con il dosaggio del reagente.
Cosa fare se il valore supera 200 µg/L
Esempio: un piccolo gestore che potabilizza acqua di lago con policloruro di alluminio trova 280 µg/L in uscita e 30 µg/L di disciolto. Il problema è quindi un flocculo che passa i filtri: si correggono pH e dosaggio, si controlla il controlavaggio dei filtri e si ripete l’analisi.
Se il valore alto riguarda invece un pozzo privato, conviene un profilo più ampio che includa ferro, manganese e torbidità, come quello dell’analisi acqua di pozzo completa. Una microfiltrazione o un impianto a osmosi inversa riducono l’alluminio in sospensione; la verifica dell’impianto a osmosi controlla che il trattamento funzioni davvero. Chi vuole il pannello completo del decreto può scegliere l’analisi acqua potabile D.Lgs. 18/2023; la guida sull’alluminio nell’acqua potabile approfondisce le cause.
Il documento da conservare è il Rapporto di Prova emesso dal laboratorio partner: le prove sono accreditate ove incluse nel campo di accreditamento del laboratorio partner esecutore.
Significato per la salute e per gli impianti
L’organismo assorbe una frazione molto piccola dell’alluminio ingerito e l’acqua contribuisce in modo modesto rispetto alla dieta. Per questo il valore di 200 µg/L è legato soprattutto a colore, torbidità e depositi, e alla buona gestione del trattamento, più che a un effetto tossico diretto.
Ci sono però situazioni in cui l’alluminio pesa di più. Nell’acqua per emodialisi il paziente non ha il filtro intestinale e i controlli seguono requisiti specifici, descritti nella pagina sull’analisi acqua per emodialisi. Negli impianti industriali l’alluminio in eccesso forma incrostazioni con silice e fosfati, e nei circuiti di raffreddamento riduce lo scambio termico.
Analisi che includono Alluminio
Analisi acqua potabile — conforme D.Lgs. 18/2023
Profilo allineato ai parametri del D.Lgs. 18/2023 e correttivo 102/2025.
Analisi acqua potabile — pacchetto base
Primo controllo di potabilità con E. coli, enterococchi, coliformi e nitrati, prelievo con kit a casa.
Analisi metalli pesanti nell'acqua
Arsenico, piombo, cromo, nichel, rame e alluminio in acqua di rete o di pozzo, prelievo da tecnico.
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Scegli l’analisi adatta tra quelle disponibili o richiedi un preventivo gratuito: le prove sono eseguite da laboratori partner accreditati ISO/IEC 17025 con Rapporto di Prova.
Domande frequenti
- L’alluminio nell’acqua del rubinetto è pericoloso?
- Ai livelli tipici dell’acqua potabile no: l’intestino ne assorbe una quota molto piccola e la dieta ne apporta molto di più. Il valore di 200 µg/L del D.Lgs. 18/2023 è un indicatore: il superamento segnala un trattamento da correggere o un’acqua torbida da indagare. Fanno eccezione i pazienti in dialisi, per i quali valgono controlli specifici sull’acqua di trattamento.
- Perché l’alluminio è più alto dopo un temporale?
- Le piogge intense trascinano in falda e nelle sorgenti particelle di argilla, che contengono molto alluminio, e possono rendere l’acqua più acida. Il risultato è un aumento dell’alluminio totale, di solito insieme alla torbidità. Se il valore torna normale nelle analisi successive, il problema è legato agli eventi meteorici e si gestisce con una filtrazione adeguata.
- Le pentole di alluminio cedono metallo agli alimenti?
- Sì, soprattutto con cibi acidi o salati e con tempi di contatto lunghi. In Italia il DM 18 aprile 2007, n. 76 disciplina i materiali in alluminio a contatto con gli alimenti e prevede avvertenze in etichetta sugli alimenti fortemente acidi o salati. La cessione si verifica con prove di migrazione specifiche sui materiali e oggetti a contatto con alimenti.
- Quale analisi scegliere per misurare l’alluminio?
- Per l’acqua di casa basta un profilo chimico che includa i metalli, come il pacchetto base o quello completo del D.Lgs. 18/2023. Per pozzi e sorgenti conviene un profilo con ferro, manganese, pH e torbidità. Per un impianto di potabilizzazione si preleva sia prima sia dopo la filtrazione, misurando alluminio totale e disciolto.
Ultimo aggiornamento: 2026-06-23