Ricerca Norovirus nei molluschi
La ricerca di Norovirus dei genogruppi GI e GII nei molluschi bivalvi vivi si esegue con metodica molecolare RT-PCR secondo la UNI EN ISO 15216. Serve a centri di depurazione e spedizione, allevatori, grossisti, importatori e ristoranti che servono crudo, perché cozze, vongole e ostriche filtrano grandi volumi d’acqua e possono concentrare virus di origine umana. È un controllo volontario che integra i criteri di legge basati su E. coli, con esito riportato nel Rapporto di Prova del laboratorio partner.
Chi richiede la ricerca di Norovirus
La richiedono soprattutto gli operatori della filiera dei molluschi bivalvi: centri di depurazione e spedizione, allevatori di mitili, vongole e ostriche, importatori e grossisti, insegne della distribuzione che la prevedono nei capitolati e ristoranti specializzati in crudo di mare. È utile anche dopo eventi che possono compromettere l’area di produzione, come piogge intense o malfunzionamenti di impianti di depurazione a monte, e nella gestione di segnalazioni di gastroenterite collegate al consumo di molluschi.
Cosa prevede la normativa
Per i molluschi bivalvi vivi il Reg. (CE) 2073/2005 fissa criteri per E. coli, con limite di 230 MPN per 100 g di polpa e liquido intervalvare, e per Salmonella, ma non prevede un criterio per i Norovirus. Anche la classificazione delle zone di produzione in classe A, B o C si basa su E. coli. Poiché E. coli non è un indicatore affidabile della presenza di virus, che resistono più a lungo nei tessuti dei molluschi e alla depurazione, la ricerca diretta dei Norovirus è lo strumento usato per approfondire la sicurezza dei lotti.
Il metodo UNI EN ISO 15216
La norma prevede l’estrazione dell’RNA virale dalle ghiandole digestive (epatopancreas), dove i virus si concentrano, a partire da un pool di più esemplari, e l’amplificazione mediante RT-PCR in tempo reale specifica per i genogruppi GI e GII. La parte 1 della norma consente una stima quantitativa in copie di genoma per grammo, la parte 2 una determinazione qualitativa. Il metodo include controlli di processo e di inibizione che garantiscono la validità del singolo risultato.
Campionamento e trasporto
Invia molluschi vivi, con valve chiuse o che si chiudono se toccate, in numero sufficiente a ottenere il pool di ghiandole digestive richiesto dal metodo: per le specie piccole come le vongole servono più esemplari che per cozze o ostriche, e il supporto ti indica la quantità. Il campione va mantenuto refrigerato, senza contatto diretto con ghiaccio o acqua di fusione, e consegnato rapidamente. Indica specie, zona di produzione, lotto e data di raccolta.
Come leggere l’esito
Il Rapporto di Prova riporta per GI e GII l’esito «rilevato» o «non rilevato» oppure, nella forma quantitativa, le copie di genoma per grammo con il relativo limite di quantificazione. La RT-PCR individua l’RNA virale ma non distingue tra virus infettivi e inattivati: un esito positivo indica una contaminazione di origine umana del lotto e va valutato con il veterinario o il consulente della filiera, non interpretato da solo come prova di infettività. Un esito negativo si riferisce al lotto analizzato. Le prove sono accreditate ove incluse nel campo di accreditamento del laboratorio partner esecutore.
Domande frequenti
- La cottura elimina i Norovirus?
- Una cottura completa e uniforme riduce molto il rischio, ma i molluschi sono spesso consumati crudi o appena aperti al vapore. Per questi usi la ricerca sul lotto è un controllo particolarmente utile.
- Un esito positivo significa che il lotto è infettivo?
- Non necessariamente: la RT-PCR rileva l’RNA del virus, non la sua capacità di infettare. Indica però una contaminazione che va gestita con il veterinario o il consulente prima di destinare il lotto al consumo.
- Perché non basta il controllo di E. coli?
- E. coli viene eliminato dalla depurazione più rapidamente dei Norovirus. Un lotto conforme per E. coli può quindi contenere ancora virus, soprattutto nei mesi più freddi.